Home Articoli Per le donne, vi è un maggior rischio legato agli acidi grassi N-6
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Il "Paradosso d’Israele" è una definizione coniata per indicare una salute pubblica scadente pur in presenza di un’alimentazione corretta e regolata nella popolazione, attribuita a un elevato apporto di acidi grassi N-6 (PUFA) (Yam D, 1996). Quest’ultimo, in particolare, se comporta un vantaggio negli uomini, è al contrario associato a un aumento del rischio globale nelle donne: minor speranza di vita, maggiore mortalità per tutte le cause e per tumore rispetto agli uomini.

Per spiegare tale doppio paradosso, è stato dunque ipotizzato un rischio genere-specifico per gli acidi grassi N-6. Le abitudini alimentari, in Israele, comprendono un’aderenza molo elevata alla Dieta Mediterranea, ma con apporto di N-6 superiore ai livelli raccomandati. Il maggior potere di conversione dei PUFA in PUFA a catena lunga che si osserva nel genere femminile potrebbe spiegare, secondo i ricercatori, un aumento della produzione di eicosanoidi N-6, noti per la loro azione pro infiammatoria, ossidante e carcinogenica. Era già stato osservato (Djuric Z, 2011) come anche modeste differenze nei livelli ematici degli acidi grassi sono importanti, in particolare quando esse si protraggono per lunghi periodi di tempo. Ora, i ricercatori israeliani sottolineano il rischio di un effetto sinergico negativo "genere-specifico" tra l’assunzione di acidi grassi, la progressiva diminuzione nell’aderenza alla Dieta Mediterranea da più parti osservata, e altri fattori, quali predisposizioni genetiche (p.es. BRCA per il cancro del seno) e situazioni di stress sociale o geopolitico, e raccomandano che si tenga conto degli aspetti di genere nell’educazione alimentare a fini preventivi.

 

Tratto da: "Women's higher risk with N-6 PUFA vs. men's relative advantage: an "N-6 gender nutrition paradox" hypothesis"

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